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Buona Pasqua

Il Friuli tra ghiaccio e neve

MOSTRA DI FOTOGRAFIA D'ARTE DI GIANNI STRIZZOLO “IL FRIULI TRA GHIACCIO E NEVE“ INAUGURAZIONE MARTEDÃŒ 7 MAGGIO 2019 ALLE ORE 18 VISITABILE FINO AL 9 GIUGNO

MOSTRA DI FOTOGRAFIA D’ARTE DI GIANNI STRIZZOLO “IL FRIULI TRA GHIACCIO E NEVE“

INAUGURAZIONE MARTEDÌ 7 MAGGIO 2019  ORE 18:00 FINO AL 9 GIUGNO

MOSTRA DI FOTOGRAFIA D'ARTE DI GIANNI STRIZZOLO “IL FRIULI TRA GHIACCIO E NEVE“ INAUGURAZIONE MARTEDÃŒ 7 MAGGIO 2019 ALLE ORE 18 VISITABILE FINO AL 9 GIUGNO

MOSTRA DI FOTOGRAFIA D’ARTE DI GIANNI STRIZZOLO “IL FRIULI TRA GHIACCIO E NEVE“ INAUGURAZIONE MARTEDÃŒ 7 MAGGIO 2019 ALLE ORE 18 VISITABILE FINO AL 9 GIUGNO

MOSTRA DI FOTOGRAFIA D'ARTE DI GIANNI STRIZZOLO “IL FRIULI TRA GHIACCIO E NEVE“ INAUGURAZIONE MARTEDÃŒ 7 MAGGIO 2019 ALLE ORE 18 VISITABILE FINO AL 9 GIUGNO

MOSTRA DI FOTOGRAFIA D’ARTE DI GIANNI STRIZZOLO “IL FRIULI TRA GHIACCIO E NEVE“ INAUGURAZIONE MARTEDÃŒ 7 MAGGIO 2019 ALLE ORE 18 VISITABILE FINO AL 9 GIUGNO

Perche’ la fotografia, si interroga Gianni Strizzolo, mentre produce con entusiasmo e vitalità immagini.

Per ricordare, si risponde e ci risponde, per fermare la realtà vittima di una fuggevolezza e di un effimero insopprimibile. La fuga delle cose davanti a noi, l’affievolirsi delle memorie, il diluirsi delle forme, la bussola impazzita, direbbe Eugenio Montale, l’impossibile sogno dell’eterna giovinezza, il filo che s’addipana. Ne tengo ancora un capo…e tu non ricordi la casa dei doganieri…

Per Strizzolo questo bianconero non è la Liguria, ma il Friuli dei ghiacci che si accendono di notte di un biancore luminescente, o il buio della sera invernale,le nere trame che solcano il monte senza luce.

E nel contrasto tra luce e non luce, tra vita e non vita, si svolge questa produzione e anche questa mostra, palpitante, come la precedente, dolorosa persino, tra schegge di indefinito e rimandi alla pittura dell’astrattismo.

Gianni Strizzolo cronista, giornalista, qui cede il passo all’artista carico di simboli e di sospiri interiori, quelli che la tecnologia non sa e non puo’ nascondere, ma ci consegna con tutto l’oblio e la speranza che la luce al piu’ presto trionfi sul nostro tutto quotidiano

Vito Sutto

Siete  invitati martedì 7 maggio 2019 ore 18,00 a Udine in Via Aquileia, 49 per la presentazione della mostra, seguirà vin d’honneur, ricordo per chi non potrà esserci alla inaugurazione la mostra dura un mese.

I Nostri Contatti

Udine Via Aquileia, 49
Udine Via Aquileia, 49

Udine Via Aquileia, 49

Lo studio è situato in Via Aquileia, 49 a Udine circa a metà dell’antica strada. La Via è nota per condurre al Castello di Udine. Quanti amano le cose antiche possono trovare all’altra estremità traccia della quinta cerchia muraria terminata nel 1463 con l’antica torre di Porta Aquileia.

Lo studio è situato in Via Aquileia, 49 a Udine circa a metà dell’antica strada. La Via è nota per condurre al Castello di Udine. Quanti amano le cose antiche possono trovare all’altra estremità traccia della quinta cerchia muraria terminata nel 1463 con l’antica torre di Porta Aquileia.

Udine Via Aquileia

Udine Via Aquileia

Personale di Fotografia d’Arte di Gianni Strizzolo Pietra fiorita

Udine Via Aquileia

Ha magistralmente presentato la dottoressa Rita Mascialino la Personale di Fotografia d’Arte di Gianni Strizzolo Pietra fiorita. La Mostra consta di otto fotografie 40×60 stampate su tela ed esposte nella Galleria PhotoLifeART, di Udine.  La tecnica fotografica impiegata è quella della ripresa classica che l’Artista ha elaborato con un competente utilizzo di luci ed ombre, contrasti, sfumature cromatiche, senza intervento di Photoshop. Le immagini offrono massima chiarezza ed essenzialità, purezza di forma: le foglie si stagliano nette in una cromatura fatta soprattutto di rossi, verdi e screziature gialle sullo sfondo maculato e punteggiato della pietra riprodotta nella gamma dei grigi, con scorci di perla chiarissima e quasi bianchi, nonché di toni scuri fino al nero, il tutto in una elegante creazione estetica che fornisce pregnanza e spicco ai soggetti scelti dall’Artista e alle simbologie ad essi intrinseche. L’originale titolo della Mostra allude ad una pietra che fiorisce collegando nel più stretto rapporto i due poli estremi della vita presente nelle foglie e della non vita presente nella roccia. Il fatto che le foglie non sorgano dalla e sulla roccia, ma siano visibilmente appoggiate ad essa, enfatizza il duplice livello simbolico di cui vive il legame in questione, il quale fa emergere quanto giace celato nel profondo in una consapevolezza inconscia, per così dire, dell’origine e del destino della vita – quella consapevolezza che ciascun umano alberga nella propria interiorità e cerca per il possibile di rimuovere. La roccia in luogo della terra, più comune madre concreta e metaforica di una vita ricca di colori e comunque meta del più triste ritorno, offre un quadro più sobrio, ma non meno emozionante della straordinaria avventura esistenziale

Udine Via Aquileia

Udine Via Aquileia

Per lo sfondo delle sue foglie Gianni Strizzolo si è avvalso della pietra piasentina tipica del Friuli. Tale roccia calcarea vecchia di centinaia di milioni di anni, che ha sepolti nei suoi sedimenti tanti fossili di arcaiche e comunque trascorse forme di vita, si adatta al meglio ad interpretare l’unione di vita e morte che connota questa Mostra di Fotografia d’Arte che in aggiunta, proprio attraverso la presenza della pietra piasentina, si collega direttamente alla patria dell’Artista, come in un sentito omaggio.

Suggestive sono le ombreggiature in Foglia del Carpino (Carpinus betulus) nell’immagine della copertina di questo minicatalogo. I marcati chiaroscuri della roccia aprono ingressi misteriosi al suo interno, nelle sue più nascoste profondità. La foglia appare trasportata dal vento e fotografata per così dire durante il suo viaggio ormai staccata dall’albero e accartocciata nell’incipiente inaridimento, deposta sulla pietra, sua origine e finale porto d’arrivo. Il colore rosso intenso dell’autunno manifesta l’ultima fase della sua fioritura, metafora dell’amore per la vita il quale si fa più appassionato man mano che questa giunge al traguardo di tutti i traguardi.

In Composizione foglie di Aucuba si adagiano ancora vitali sulla pietra sebbene già separate dall’albero, mentre la foglia del Liriodendro è già completamente disseccata. La presenza della foglia visibilmente inaridita e di quelle ancora vigorose esprime nel contesto come la roccia nella sua qualità inorganica sia simbolo di ciò da cui prende avvio la vita e che la accoglie quando cessa.La verde Foglia dell’Acero (Acer platanoides) sporge in alto dallo sfondo grigio e ambrato, non già interamente deposta sulla pietra, ma anch’essa separata dalla pianta e in aggiunta con il segno principe della fine – l’animale è verde come la foglia su cui striscia quale inconsapevole e anonimo testimone del ciclo della vita. Alle spalle dello scorcio a fuoco dell’angolo tagliente della pietra e dei contorni anch’essi acuti della foglia palmata sta uno sfocato in cromia grigia, particolarmente adatto nel contesto ad evocare l’evanescenza del passato come una remota memoria geologica che sfumi la materialità dei corpi in impalpabilità.

La Foglia dell’Aucuba (Aucuba japonica) in cespo, verde con screziatura giallo chiaro come indossante l’abito della festa, forma con la pietra in varia tonalità dei grigi un insieme simmetrico quanto mai coerente esteticamente: più foglie della medesima specie, di diversa età e configurazione, più fogge della pietra che le ospita nella primitiva casa.

A terminare la critica che introduce la presentazione delle opere esposte, la verdissima Foglia della Vite (Vitis vinifera) su pietra grigia con tenue ombreggiatura di aranciato. La screziatura rossastra sparsa qui e là come ruggine associa il vino rosso quale prodotto principe della vite, il festeggiamento della vita come filtro di gioia e nel contempo di oblio del viaggio dalla pietra alla pietra, nonché il sangue, simbolo duplice della vita e della sua interruzione.

A conclusione: nella finissima risonanza semantico-emozionale suscitata dalla polarità della Pietra fiorita si lascia percepire parallelamente, seppure in una non coincidenza della Spazialità concreta, l’arco di greca memoria – qui diversamente interpretato da quanto proposto da Eraclito –, arco simbolo della vita che nel dinamismo della tensione e del rilascio pure simboleggia l’andata e il ritorno, l’inizio e la fine della parabola esistenziale in quello che appare come un Leitmotiv obbligato dell’umano esistere, nella personalità dei viventi, nella filosofia, nell’arte.

Così in questa stupenda Mostra di Fotografia d’Arte di Gianni Strizzolo.

Rita Mascialino

Udine Via Aquileia

Udine Via Aquileia

Gubana day 2018

al Caffè San Marco di Cividale la 13 edizione del concorso dolciario Guabana day-premio Bepi Tosolini che si concluderà lunedì 5 con la proclamazione del dolce tipico vincitore che uscirà dal confronto tra la gubana del Cividalese e la pinsa di Vittorio Veneto. Con un’apposita scheda una giuria tecnica (che si riunirà stasera a porte chiuse) e il pubblico durante il week end dovranno decretare qual’è tra i due il dolce tipico preferito. Sfida nella sfida, ci sarà anche un inedito confronto tra scuole: l’Istituto Aberghiero ‘Beltrame’ della città veneta e il locale Civiform-corso pasticceri presenteranno a loro volta le rispettive specialità dolciarie.  Due città a confronto gastronomico nel centenario della fine della Grande Guerra, conflitto che ha visto Cividale protagonista della tragica rotta di Caporetto, con la distruzione del ponte del Diavolo e l’esodo di massa dei suoi abitanti, e Vittorio Veneto, l’antica Ceneda-Serravalle, simbolo della vittoria finale sugli austroungarici. Gli stessi dolci sfidanti hanno in comune la storicità (risalgono al medioevo le prime attestazioni della loro esistenza) e le origini umili. Anche la pinsa veneta, al pari della gubana, infatti, è una torta rustica dal tipico retaggio contadino prodotta per lo più nelle festività natalizie.

Tra gubane e pinse saranno 16 i dolci in concorso per cui per la giuria tecnica si prefigura un delicato ed intenso impegno nell’esaminare i ‘concorrenti’. Ecco la squadra delle pinse vittoriesi: Istituto Alberghiero ‘Beltrame’, Panificio Varaschin Moreno & c., Panificio Michielin, Panificio Eredi Tami, Dolciaria artigianale Testi, Pasticceria Dolomiti, Panificio Pollesel di Orsago e una concorrente privata, la signora Marina ; le gubane, invece, saranno fornite da ‘Giuditta Teresa’, Dorbolò e Dall’Ava per le Valli del Natisone, Panificio Cattarossi, Panificio del Foro, Panificio Del Fabbro,Vogrig e Civiform per Cividale.

Anche per ragioni di ospitalità, la presidenza della giuria è stata conferita a Renato Grando, noto esperto di storia e cultura della gastronomia, nato a Conegliano (Tv) dov’è fiduciario del locale convivio di Slow Food. Gli altri componenti sono i gastronauti Elisa Ciot (di Vittorio Veneto) e Sergio Nesich (di Trieste), i giornalisti specializzati Stefano Cosma, Giuseppe Longo, Mariarosa Rigotti, Gianni Pistrini, Bepi Pucciarelli e Mariella Trimboli oltre a Nicol Pisa, titolare della scuola di cucina ‘Mestoli e Padelle’, e, di diritto, Lisa Tosolini in rappresentaza delle Distillerie Tosolini di Povoletto, sponsor del concorso.

A San Floriano del Collio

Rimasta chiusa per tre anni, la trattoria 'Dvor' di S. Floriano del Collio
 Rimasta chiusa per tre anni, la trattoria ‘Dvor’ di S. Floriano del Collio ha riaperto i battenti con la gestione della Gastronomica Friulana che, operativa anche in una decina di locali pubblici in Friuli e nel catering, è un’importante realtà della ristorazione a Nordest.
La società udinese di Andrea e Marco Cecchini è pure conosciuta a Gorizia per la sua partecipazione a Gusti di Frontiera, kermesse gastronomica nel corso della quale cura un posto di ristoro con annessa enoteca nella centrale via Rastello.
Ora si cimenta in questo storico locale pubblico del Collio, inserito nel prestigioso compendio dell’azienda agricola Baronesse Tacco. A 270 metri s/m che offre al visitatore una vista di rara bellezza sulla città di Gorizia e la pianura isontina, il complesso immobiliare appartiene alla stessa famiglia aristocratica da 600 anni il cui capostipite è quel Ghino di Tacco citato da Dante nel ‘Purgatorio’. Un mix di storia, cultura ed eleganza agreste in perfetta armonia con l’ambiente circostante reso celebre dai suoi rinomati vini.
Non a caso, all’interno della trattoria i nuovi gestori hanno pensato bene di ricavare un’enoteca con i vini del territorio per valorizzare ulteriormente l’enologia locale coinvolgendo in via esclusiva le aziende di S. Floriano e Oslavia. La cura della scelta dei vini è stata affidata alla somellier Lara Cosic . All’inaugurazione, infatti, sono intervenuti molti vignaioli con il presidente del Consorzio Collio Robert Princic, amministratori locali con in testa il sindaco Franca Padovan, la contessa Teresa Thun a rappresentare la proprietà, il Questore di Gorizia Lorenzo Pillinini, il conte Michele Formentini, titolare del maniero medievale di S. Floriano, e molti altri ospiti che, giunti da varie località del Friuli e della confinante Slovenia, hanno animato la cerimonia inaugurale facendo onore così al significato del nome della trattoria che in italiano corrisponde a ‘corte’.

Anche la cucina sarà tipica e di frontiera grazie al cuoco Drago Viler, originario di Capodistria, che già dall’inaugurazione ha proposto prelibatezze della tradizione locale.

Rimasta chiusa per tre anni, la trattoria 'Dvor' di S. Floriano del Collio

Rimasta chiusa per tre anni, la trattoria ‘Dvor’ di S. Floriano del Collio

Rimasta chiusa per tre anni, la trattoria 'Dvor' di S. Floriano del Collio

Rimasta chiusa per tre anni, la trattoria ‘Dvor’ di S. Floriano del Collio

Rimasta chiusa per tre anni, la trattoria 'Dvor' di S. Floriano del Collio

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Premio Carati d’Autore

Premio Carati d’Autore
Premio Carati d’Autore

Premio Carati d’Autore

Premio Carati d’Autore.

il 10. Premio Carati d’Autore. Che quattordici anni fa, l’Associazione regionale della Stampa agricola, agroalimentare, dell’ambiente e territorio del FVG, presieduta da Carlo Morandini, assieme all’Assoenologi FVG, allora guidata da Stefano Trinco, ora da Rodolfo Rizzi, e alle Donne del vino, presidente Michela Sfiligoi, hanno ideato per rendere merito a personaggi eccellenti.   Per visualizzare il resto visita il sito http://www.friuli-doc.com

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Si è appena conclusa Udine Sposa e abbiamo potuto apprezzare la notevole quantità

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